Fringe benefit per auto aziendale: aggiornamenti sulla tassazione per il 2026

Analizziamo le recenti modifiche fiscali sui fringe benefit per le auto aziendali e il loro impatto su imprese e dipendenti.

Nel panorama fiscale italiano, i fringe benefit associati all’uso delle auto aziendali rappresentano una tematica di grande rilevanza, soprattutto in vista delle modifiche normative introdotte per il 2026. Queste modifiche mirano a promuovere una mobilità più sostenibile e a chiarire le modalità di tassazione per i veicoli utilizzati sia per esigenze lavorative che personali.

Il nuovo regime di tassazione

A partire dal 1°, la legge di bilancio ha radicalmente mutato il modo in cui si calcolano i fringe benefit per le auto aziendali. Dallo scorso anno, si è passati da un criterio basato sulle emissioni di anidride carbonica a uno che tiene conto della tipologia di alimentazione del veicolo. Per i veicoli concessi in uso promiscuo dal 1°, il valore del fringe benefit viene calcolato applicando una percentuale sul costo chilometrico annuale convenzionale, secondo le tabelle ACI per una percorrenza di 15.000 chilometri.

Percentuali per tipo di alimentazione

Le nuove percentuali stabilite sono:

  • 10% per i veicoli elettrici,
  • 20% per i veicoli ibridi plug-in,
  • 50% per tutte le altre tipologie di alimentazione.

Questo sistema è applicabile ai contratti stipulati per veicoli di nuova immatricolazione, mentre per quelli ordinati entro il 2026 e concessi successivamente, è prevista una clausola di salvaguardia fino al 30.

Determinazione del valore imponibile

Il valore imponibile del fringe benefit rappresenta un reddito in natura per il lavoratore e concorre alla formazione del reddito di lavoro dipendente, ai fini dell’Irpef e dei contributi previdenziali. Per calcolarlo, è necessario moltiplicare il costo chilometrico ACI per la percorrenza convenzionale, applicando successivamente la percentuale corrispondente alla tipologia di alimentazione del veicolo. Se il veicolo è utilizzato dal dipendente solo per una parte dell’anno, il valore del fringe benefit deve essere proporzionato al periodo di utilizzo.

Contributi e impatto sul reddito imponibile

È importante notare che i contributi del dipendente al costo dell’auto aziendale possono influenzare il reddito imponibile. Secondo le recenti indicazioni dell’Agenzia delle Entrate, le trattenute in busta paga fino al valore convenzionale del fringe benefit possono beneficiare dell’esenzione Irpef, mentre la parte eccedente contribuisce a formare l’imponibile.

Implicazioni per le imprese

Dal punto di vista aziendale, l’assegnazione di un’auto aziendale per uso promiscuo comporta effetti significativi sulla deducibilità dei costi e sul carico contributivo. Le regole ordinarie del TUIR determinano la deducibilità delle spese per i veicoli concessi ai dipendenti. Le percentuali di deducibilità variano a seconda della categoria di costi considerati. Inoltre, l’adozione di veicoli a basse emissioni può influenzare non solo il valore del fringe benefit, ma anche i costi complessivi di gestione della flotta aziendale.

Il caso della car policy “Car Flexi”

Un esempio pratico di queste nuove regole è rappresentato dalla car policy “Car Flexi”, introdotta da una società per i suoi manager. Questa iniziativa prevede l’uso promiscuo di auto aziendali a basse emissioni, con la specifica che il dipendente partecipa al costo complessivo attraverso una trattenuta mensile. La società ha chiesto conferma all’Agenzia delle Entrate sulla conformità di questo modello alle normative fiscali vigenti.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Con la risposta a interpello del 21, l’Agenzia ha confermato che la trattenuta mensile può azzerare il valore del fringe benefit, ma le somme eccedenti il valore convenzionale non possono ridurre la base imponibile. Questo chiarimento è essenziale per le imprese che vogliono adottare car policy innovative, assicurando così la conformità alle normative fiscali.

In conclusione, le modifiche normative sui fringe benefit auto aziendali offrono un quadro più chiaro e sostenibile per le aziende e i lavoratori. È fondamentale che entrambe le parti comprendano appieno le nuove disposizioni per sfruttare al meglio i vantaggi offerti.

Scritto da AiAdhubMedia
Categorie Senza categoria

Tendenze e previsioni dei mercati finanziari per il 2026