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Negli ultimi giorni, il mondo dell’informazione ha vissuto un acceso dibattito sul finanziamento da parte del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti. Questa decisione ha sollevato interrogativi e polemiche, in particolare per il sostegno di ventimila euro indirizzato a Articolo 21, un’organizzazione che fa parte del Comitato per il No al referendum sulla giustizia.
Il finanziamento e le reazioni
Durante una riunione che ha coinvolto 57 membri, 33 hanno votato a favore del finanziamento, mentre 8 si sono opposti, 3 si sono astenuti e 5 non hanno partecipato al voto. Il Consiglio ha giustificato la scelta come un modo per sostenere iniziative a tutela della professione giornalistica, sottolineando che il finanziamento non fosse diretto a una specifica parte politica, ma piuttosto volto a promuovere attività di interesse generale.
Critiche e preoccupazioni
Tuttavia, queste spiegazioni non hanno placato le critiche. Francesca Filippi, membro del Consiglio, ha espresso il proprio disappunto, evidenziando che è inopportuno che un ente pubblico finanzi una parte politica durante una campagna elettorale. Tale posizione solleva interrogativi sulla neutralità del Consiglio e sul suo ruolo di garante della par condicio, specialmente in un momento delicato come un referendum.
Contraddizioni interne e polemiche
Le contraddizioni sono emerse ulteriormente nel comportamento del Consiglio, che ha recentemente annullato corsi di formazione su temi legati alla riforma della giustizia, al fine di garantire una parità di trattamento tra le diverse posizioni. Questa doppia faccia ha alimentato accuse di schizofrenia istituzionale. Filippi ha messo in evidenza l’incoerenza tra l’impegno per la par condicio e il finanziamento diretto a un Comitato che si oppone a una riforma.
Il chiarimento del Consiglio
In risposta alle polemiche, il Consiglio dell’Ordine ha chiarito che il supporto non è stato indirizzato specificamente al Comitato per il No, bensì a diverse associazioni, tra cui Ossigeno per l’informazione e Carta di Roma, per attività a tutela della professione, a fronte della presentazione di giustificativi. L’Ordine ha ribadito di non schierarsi né a favore né contro il referendum.
Il ruolo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti
Il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha come funzione principale quella di rivedere e decidere su questioni riguardanti il contenzioso dei giornalisti, garantendo così un equilibrio tra le diverse posizioni all’interno della professione. La sua composizione prevede due professionisti e un pubblicista per ogni Ordine regionale, con criteri di selezione specifici per le aree con un numero elevato di iscritti.
La situazione attuale solleva interrogativi fondamentali riguardanti il ruolo e le responsabilità del Consiglio nazionale dei giornalisti. La questione del finanziamento, insieme alle preoccupazioni per la par condicio, mette in luce le sfide che l’organizzazione deve affrontare. È cruciale mantenere l’integrità professionale, specialmente in un contesto politico così complesso e in continua evoluzione.

