Deflussi dagli etf Bitcoin: 166 milioni in un giorno e quasi 4 miliardi in cinque settimane

Gli etf su Bitcoin hanno registrato deflussi per 165,76 milioni il 19 febbraio, segnando il terzo giorno consecutivo di rimborsi e quasi 4 miliardi prelevati in cinque settimane; ecco cosa significano i numeri e come reagiscono gli analisti

Il mercato degli asset digitali ha mostrato segnali di riorganizzazione dopo nuovi deflussi: il 19 febbraio, secondo SoSoValue, gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per 165,76 milioni di dollari, il terzo giorno consecutivo di uscite. Questo episodio si inserisce in un quadro più ampio di prelievi significativi nelle ultime cinque settimane.

Quantificare i deflussi e il contesto temporale
Nelle ultime cinque settimane i deflussi complessivi si sono avvicinati ai 4 miliardi di dollari, con una sequenza di uscite settimanali in crescita che ha ridisegnato il profilo della domanda istituzionale. Le uscite settimanali sono state, in ordine: 403,9 milioni, 359,9 milioni, 318,1 milioni, 1,49 miliardi e 1,33 miliardi di dollari. Questo andamento ha segnato il primo bilancio settimanale negativo da gennaio e ha acceso i riflettori sulla tenuta dell’interesse degli investitori verso l’asset.

Dinamicità giornaliera e natura dei movimenti
Il 20 febbraio più fonti del settore hanno confermato il terzo giorno consecutivo di deflussi dagli ETF su Bitcoin. È utile distinguere il concetto di deflussi: si tratta di trasferimenti di esposizione fuori dagli ETF, non necessariamente di vendite dirette sugli exchange, anche se tali movimenti possono amplificare la pressione sul mercato. In altre parole, capitale che lascia gli ETF non sempre coincide con vendite spot immediate, ma modifica comunque l’equilibrio tra domanda e offerta.

Prezzi e reazioni di mercato
Nonostante i prelievi, Bitcoin ha mostrato un rimbalzo: nelle 24 ore successive il prezzo è salito di circa l’1,4%, avvicinandosi a 67.800 dollari e portando la capitalizzazione a circa 2,4 trilioni di dollari, secondo CoinGecko. Questo scarto tra flussi e prezzo evidenzia quanto il mercato possa reagire in modo non lineare nel breve termine: fattori come offerta disponibile, domanda spot e attività speculative possono attenuare o amplificare l’impatto immediato dei deflussi.

Sentiment e qualità del recupero
Dopo i deflussi il sentiment di mercato è lievemente migliorato, in parte per il recupero di prezzo che ha smorzato il pessimismo. Tuttavia, il rimbalzo è stato accompagnato da volumi contenuti, un segnale che molti operatori interpretano come indicazione di fiducia ancora fragile. Finché i volumi non sosterranno il movimento, per diversi analisti la ripresa resta sospesa fra tattica e struttura: utile ma non ancora convincente.

Opinioni degli analisti e possibili scenari
Le interpretazioni degli esperti si dividono. Per alcuni, le uscite di capitale rappresentano un riallineamento naturale dopo una fase di forte crescita: Brecken Emmanuel Cardoso rimarca come la riduzione di esposizione da parte di fondi a leva e allocatori tattici possa essere vista più come un aggiustamento che come una resa istituzionale. Cardoso ricorda inoltre che i deflussi giornalieri costituiscono solo una frazione dell’attivo gestito dagli ETF e che, nel complesso, i flussi cumulati dai lanci dei prodotti restano positivi, attenuando il rischio sistemico nel breve periodo.

Più prudente la lettura di chi mette in guardia da pressioni prolungate: Ilya Oticenko di CEX.IO evidenzia segnali on-chain di vendite rilevanti e nota come il recente rimbalzo sia avvenuto con volumi bassi, una combinazione che aumenta il rischio di movimenti non sostenibili. Oticenko aggiunge che l’interesse verso asset alternativi — come l’oro o i titoli legati all’intelligenza artificiale — potrebbe drenare parte del capitale speculativo dal segmento crypto.

Cosa cambia per gli investitori
Per chi detiene o valuta esposizione agli ETF su Bitcoin conviene separare i flussi di breve periodo dalla domanda strutturale. Movimenti temporanei spesso riflettono variazioni di sentiment o ribilanciamenti tattici; non necessariamente segnano un mutamento definitivo della domanda a lungo termine. Una riduzione della leva finanziaria, per esempio, può tradursi in una maggiore stabilità dei prezzi riducendo la volatilità indotta da posizioni fragili. Al contrario, se i deflussi dovessero persistere, servirà uno slancio nuovo — proveniente da grandi detentori o da inversioni nei flussi netti — per cambiare rotta.

Prassi di monitoraggio consigliate
Gli investitori farebbero bene a integrare i dati sui flussi con indicatori on-chain, volumi di scambio e variabili macroeconomiche per costruire strategie più robuste. Nei prossimi giorni e settimane sarà cruciale osservare l’andamento dei flussi degli ETF: ciò aiuterà a capire se ci troviamo di fronte a un “reset” controllato o all’inizio di una pressione di vendita più duratura.

Scritto da AiAdhubMedia

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