Confronto 2026: Mutui a Tasso Fisso vs. Mutui a Tasso Variabile

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Con l’inizio del 2026, il panorama dei mutui si presenta in continua evoluzione, riflettendo le dinamiche di mercato consolidate negli ultimi mesi. La ripresa dei tassi IRS, in particolare, ha influenzato le scelte delle famiglie e delle istituzioni finanziarie nel settore dei mutui.

Andamento dell’IRS e le sue implicazioni

Nel periodo finale del 2026, l’IRS a 20 anni ha registrato un aumento significativo, passando da 3,01% a 3,21% in un breve lasso di tempo. Le prime settimane di gennaio 2026 hanno visto un ulteriore picco, con il valore che ha toccato 3,26%. Tuttavia, le recenti rilevazioni indicano una leggera correzione, portando il tasso attuale a 3,19%. La media mensile, comunque, resta elevata, attestandosi attorno al 3,25%.

Aumenti nei tassi bancari

In risposta a questo contesto, molte banche hanno aggiornato le proprie offerte, adeguando i tassi in base all’andamento dell’IRS. Ad esempio, Intesa Sanpaolo ha rivisto al rialzo i tassi per tutti i prodotti, con incrementi compresi tra 16 e 18 punti base, in particolare per le durate di 20 anni.

Strategie alternative delle banche

Nonostante l’andamento generale, esistono anche delle eccezioni. Mediobanca Premier, attraverso il marchio CheBanca!, ha deciso di adottare una strategia controcorrente, abbassando i tassi sui mutui a tasso fisso di 20 punti base. Questa mossa ha l’obiettivo di contenere l’impatto degli aumenti di mercato, cercando così di attrarre un numero maggiore di clienti.

Mutui a tasso variabile

I mutui a tasso variabile sono influenzati dall’Euribor, che ha mostrato una stabilità, mantenendosi intorno al 2% all’inizio del 2026. Recentemente, alcuni istituti di credito, tra cui Banco BPM e la sua banca online Webank, hanno deciso di ridurre i tassi applicati sui mutui variabili e su quelli con cap, con una diminuzione di 0,15 punti percentuali.

Novità sul fondo Consap

Un altro aspetto importante da considerare riguarda i mutui garantiti dal Fondo Consap. Le nuove soglie del TEGM, che determinano i limiti entro cui le banche possono operare per commercializzare questi prodotti, sono state aggiornate. A gennaio 2026, i limiti per il tasso fisso sono aumentati a 4,20%, mentre per il tasso variabile si è passati a 4,37%. Questi aggiustamenti sono stati effettuati per allinearsi con il mercato attuale e dovrebbero ampliare le opportunità per i richiedenti che soddisfano i requisiti per accedere ai fondi statali.

Il 2026 si presenta come un anno cruciale per chi è in cerca di un mutuo, sia a tasso fisso che variabile. Le strategie delle banche e le fluttuazioni del mercato rappresentano fattori chiave nella scelta del finanziamento più adatto alle esigenze di ciascun mutuatario.

Scritto da AiAdhubMedia

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