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Negli investimenti a lungo termine i numeri raccontano storie che è utile conoscere prima di costruire un portafoglio. Analisi storiche mostrano come diverse classi di attività abbiano generato rendimenti molto differenti nel corso dei decenni: comprendere queste differenze aiuta a prendere decisioni più informate. In questo articolo esaminiamo i dati di lungo periodo, confrontiamo ETF azionari e obbligazionari recenti e proponiamo strategie concrete per cercare di aumentare il rendimento del tuo portafoglio mantenendo sotto controllo la volatilità.
Cosa dicono i rendimenti lordi e reali nel lungo periodo
Le analisi storiche raccolte in fonti finanziarie autorevoli mostrano che, tra il 1900 e il 2026, le azioni statunitensi hanno restituito in media circa 6,7% all’anno in termini reali, cioè dopo aver tolto l’effetto dell’inflazione: questo è ciò che si intende con rendimento reale. Le obbligazioni nello stesso arco hanno reso mediamente 1,8% annuo reale, mentre la liquidità nei conti di risparmio ha avuto un rendimento molto contenuto, intorno a 0,5% reale. Per rendere l’idea: un dollaro investito in azioni nel 1900 sarebbe diventato circa 3.230 dollari nel 2026; lo stesso dollaro investito in obbligazioni sarebbe cresciuto a circa 9 dollari, mentre lasciato su un conto di risparmio avrebbe raggiunto soltanto circa 2 dollari.
Azioni, obbligazioni e liquidità: rischi e vantaggi
Questi numeri evidenziano una regola pratica: le azioni hanno storicamente offerto i rendimenti più alti ma con una volatilità significativa, ossia oscillazioni dei prezzi sensibili nel breve periodo. Le obbligazioni tendono a dare stabilità e fluttuazioni minori, ma a fronte di rendimenti decisamente più bassi. La liquidità è la meno remunerativa ma la più sicura nel breve termine. Capire questo trade-off tra rischio e rendimento è fondamentale: scegliere una maggiore esposizione azionaria aumenta il potenziale di crescita ma richiede la capacità di reggere le perdite temporanee senza vendere in panico.
Performance degli ETF più popolari negli ultimi decenni
Per gli ETF disponibili oggi non esistono serie temporali che risalgano ai primi del Novecento, ma i backtest offrono una finestra utile sui decenni recenti. Un confronto tra il 1992 e il 2026 mette a confronto tre ETF molto diffusi: IWDA (iShares MSCI World, ISIN IE00B4L5Y983), SPYL (SPDR S&P 500, ISIN IE000XZSV718) e IGLA (iShares FTSE World Government Bond G7, ISIN IE00BYZ28V50). I rendimenti medi annui stimati negli ultimi 30 anni mostrano differenze chiare: SPYL circa 11,0% annuo, IWDA intorno a 8,3%, mentre l’ETF obbligazionario IGLA rende circa 4,0% annuo. Queste cifre sono indicative per chi costruisce un portafoglio con strumenti indicizzati.
Perché l’S&P 500 ha sovraperformato
La superiorità di rendimento dell’S&P 500 negli ultimi decenni è dovuta a diversi fattori, tra cui la presenza di grandi aziende tecnologiche e un mercato azionario americano particolarmente dinamico. Tuttavia, è importante ricordare che la sovraperformance passata non garantisce risultati futuri: i mercati possono cambiare regime. Quando si confrontano ETF come SPYL e IWDA, la scelta tra esposizione geografica e diversificazione settoriale influisce sul profilo rischio-rendimento del portafoglio.
Azioni pratiche per aumentare il rendimento del portafoglio ETF
Se l’obiettivo è migliorare il rendimento atteso del portafoglio, esistono leve concrete da considerare. Primo: aumentare l’allocazione alle azioni può innalzare il rendimento medio previsto, ma aumenta anche la volatilità—occorre essere pronti a sopportarla. Secondo: scegliere ETF con un basso expense ratio consente di trattenere una fetta maggiore dei rendimenti nel lungo periodo. Terzo: preferire ETF ad accumulazione (che reinvestono i dividendi) favorisce il compounding dei guadagni nel tempo. Quarto: ridurre i costi di intermediazione limita gli oneri legati all’acquisto e vendita degli strumenti.
Bilanciare rendimento e tranquillità
Il bilanciamento tra azioni e obbligazioni è lo strumento principale per calibrare rischio e rendimento. Un portafoglio 100% azionario offrirà oscillazioni più ampie ma, storicamente, anche il rendimento più elevato; un portafoglio 100% obbligazionario sarà più stabile ma con crescita limitata. Un mix intermedio come 50/50 riduce la volatilità ma abbassa il potenziale di rendimento. Soluzioni automatizzate come Curvo propongono portafogli personalizzati in base agli obiettivi e alla propensione al rischio, occupandosi di costruzione, ribilanciamento e gestione operativa per chi preferisce delegare.
In sintesi, conoscere i rendimenti storici e le performance degli ETF recenti aiuta a prendere decisioni consapevoli: scegliere una maggiore esposizione azionaria, ridurre i costi e sfruttare l’accumulazione sono leve semplici ma efficaci per provare ad aumentare il rendimento, sempre tenendo conto del proprio orizzonte temporale e della tolleranza al rischio.

